ansia rientro scolastico

Ansia da rientro a scuola? 7 consigli utili per i genitori

Lo sappiamo bene noi “grandi”: il rientro dopo le vacanze estive è spesso difficile e in salita.

Nuovi ritmi, nuove scadenze, abitudini che si faticano a riprendere. E l’ansia è dietro l’angolo.

Per i ragazzi alle prese con il rientro a scuola le difficoltà sono ancora maggiori: le vacanze regalano infatti un lungo periodo di sospensione dalla normale routine, durante il quale gli orari e le attività sono completamente rivoluzionati. Tornare a scuola, inoltre, significa anche affrontare nuove sfide e nuove prove: i compagni di classe, gli insegnanti, lo studio, i compiti e gli esami.

E così, le ore che precedono il grande giorno vengono trascorse all’insegna dell’agitazione e talvolta dell’ansia. Come possono i genitori aiutare i ragazzi ad affrontare al meglio questo delicato passaggio? Ecco alcuni consigli che possono tornare utili ai genitori!Ansia da rientro scolastico

1. Non sminuire ma ascolta

Questo è forse il consiglio più importante. Abbiamo già dimenticato la notte insonne che precedeva puntualmente il nostro primo giorno di scuola? Frasi come “Ma cosa vuoi che sia, l’abbiamo affrontato tutti” possono peggiorare la situazione. Sì è vero, l’abbiamo fatto tutti, ma in che modo l’abbiamo gestito e superato?

Il fatto di aver vissuto la stessa esperienza, poi, non significa che nostro figlio la vivrà allo stesso modo.

Inoltre, una frase di questo tipo lascia intendere che allora è sbagliato sentirsi a disagio per quello che si prova, e può portare i ragazzi a cercare di soffocare i propri vissuti anziché condividerli. E questo non è mai un bene.

2. Non proporre subito strategie e soluzioni

Questo consiglio è strettamente legato al primo, perchè a volte sentire il proprio figlio in agitazione per qualcosa genera un’ansia ancora maggiore nel genitore. Ci si arrovella quindi per trovare e proporre delle soluzioni: “Prova a fare così, cerca di pensare in questo modo…”. Sicuramente saranno tutti saggi consigli, ma è bene cercare di mordersi la lingua perchè possono avere un effetto non necessariamente positivo: far percepire al proprio figlio di non avere fiducia nelle sue capacità, rischiando di farlo sentire ulteriormente non adeguato.

I ragazzi, invece, hanno tante risorse, ed è utile stimolarli a pensare soluzioni e ascoltare le loro idee prima di lanciarsi in proposte risolutive.

ansia scuola

A volte basta una conferma da parte di mamma e papà: la questione è che spesso c’è “solo” bisogno di parlare di ciò che si prova, ma questo non vuol dire che non si abbia in mente come provare a superare il problema.

Insomma, ascoltare senza giudicare è già un grande aiuto.

3. Preparati prima e coinvolgi i ragazzi

Predisporre e organizzare con anticipo le cose che servono per affrontare la scuola (ad esempio zaini, cartelle, quaderni, eventuali merende) è una strategia molto utile, a patto che i figli vengano coinvolti in questo processo.

Prendersi cura di queste piccole cose, infatti, dà loro la sensazione di poter controllare alcuni aspetti del rientro, abbassando di conseguenza i livelli di ansia.

Fare tutto di fretta la sera prima, invece, dopo aver mantenuto per gorni gli stessi ritmi delle vacanze, può far sentire impreparati ad affrontare il nuovo anno scolastico. Durante l’estate le abitudini vengono completamente modificate e i ragazzi hanno bisogno di più tempo rispetto a un adulto per adattarsi nuovamente alla routine di tutti i giorni. E poi, se si dorme poco, l’ansia certamente non migliora.

4. Fate un giro di prova insieme

Questo è un consiglio valido soprattutto se si deve frequentare una scuola nuova, ma può aiutare anche chi ritorna nella vecchia. Visitare la struttura, vedere insieme la fermata dell’autobus da prendere, fare qualche chiacchierata con i professori se li si incontra: sono tutte azioni che, se ripetute un po’ di volte, creano familiarità con l’ambiente e fanno sentire più sicuri. Possono permettere a un ragazzo di pensare: “Ci sono tante cose da affrontare, ma alcune so già come funzionano e posso gestirle!”

giri di prova per tornare a scuola

5. Non sottovalutare l’ansia per il vestiario

“Cosa mi metto il primo giorno?”. Anche qui, mai banalizzare. Soprattutto negli anni delle superiori (ma non solo!), i vestiti sono quasi un biglietto da visita e veicolano messaggi importanti relativi alla propria identità. E in un periodo in cui questa si sta definendo, capite che la scelta degli abiti può diventare davvero complessa. Questo non vuol dire ovviamente farsi coinvolgere in shopping disperati per trovare l’outfit migliore, ma comprendere cosa si nasconde dietro ciò che rischiamo di considerare un non-problema.

6. Un po’ di relax dopo la scuola

Se ne avete la possibilità, cercate di creare un breve momento durante il quale far defluire un po’ delle ansie vissute durante i primi giorni di scuola. Una passeggiata, un gelato insieme, una semplice chiacchierata: sono tutte piccole cose che aiutano a rilassarsi dopo una giornata complessa e piena di stimoli. Ed è anche un bel modo per stare insieme.

7. Non avere fretta

L’ansia non scompare immediatamente: ci vuole del tempo. Tempo per adattarsi, per sentirsi capaci, per capire come funziona l’ambiente in cui ci si trova, per trovare nuove amicizie. Ci sarà chi sta bene dopo il primo giorno, ma è più che normale aver bisogno anche di un paio di settimane per ingranare al meglio.

Come si fa a capire che c’è qualcosa di serio che non va?

dubbi ansia

 

Il genitore è la persona che si trova nella posizione migliore per valutare se il proprio figlio sta avendo difficoltà eccessive, e per le quali è bene iniziare a preoccuparsi. Quali sono allora i segnali a cui prestare attenzione?

Se i ragazzi si rifiutano di fare cose che hanno sempre fatto, oppure sono in difficoltà ad affrontare situazioni che in precedenza non creavano problemi. Oppure quando l’ansia è così grande da non riuscire a prendere sonno.

Se si nota una rottura importante nel comportamento rispetto al passato e c’è troppa difficoltà a tornare all’equilibrio precedente, allora è giusto fermarsi a riflettere.

In questo caso è allora opportuno contattare un professionista, in modo da evitare che la difficoltà peggiori o si cronicizzi, e che magari si arrivi al rifiuto di andare a scuola.

In bocca al lupo e buon rientro!

 

 

 

 

 

 

About the author: Chiara Marabelli

Psicologa e psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico, da più di 10 anni aiuto adolescenti e adulti a cercare o ritrovare il proprio benessere. Faccio questo lavoro perché mi appassiona moltissimo: mi interessa, in modo sincero, capire cosa fa soffrire le persone che si rivolgono a me e cosa possiamo fare insieme per cercare di stare meglio.

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