Intervista trauma Pioltello

Intervista Milanow: il trauma dopo l’incidente del treno di Pioltello

Sono passate solo poche settimane da quando, il 25 gennaio 2018, è deragliato un treno nei pressi di Pioltello, uccidendo 3 persone e ferendone 46.

Dopo il clamore immediato dato della notizia, si è però parlato pochissimo delle conseguenze anche a lungo termine da parte di chi è sopravvissuto, e che oggi suo malgrado si trova a fare i conti con quanto accaduto. Ne ho parlato recentemente durante un’intervista a Milanow, durante la quale abbiamo anche risposto alle domande di una telespettatrice e commentato alcuni filmati insieme.

Quali sono le conseguenze psicologiche per chi ha subito un incidente del genere, e perché? E come mai nei giorni successivi al disastro anche le persone indirettamente coinvolte, magari solo spettatori alla TV, oppure pendolari che abitualmente percorrono altre tratte, si sono sentiti a disagio?

Ecco l’intervista divisa in 3 parti:

1. Le persone che hanno vissuto direttamente l’incidente hanno subito certamente un grande trauma, ma questa sofferenza ha coinvolto soltanto loro? Cerchiamo di capire come si sentono tutte le persone che anche indirettamente si sono sentite coinvolte da questa vicenda. Non esistono infatti solo le cosiddette vittime del primo tipo, ossia quelle che hanno vissuto il trauma in prima persona, ma anche i familiari, i soccorritori, i testimoni, gli spettatori, la comunità tutta.

2. Cosa provano ora le vittime dell’incidente, e perchè si sentono così? Quando è bene preoccuparsi per il disagio che si prova e cosa si deve fare?  Ecco quali sono i sintomi più comuni e quanto possono durare nel tempo.

3. Certamente è difficile affrontare le emozioni vissute, in quali modi cerchiamo di difenderci? Cosa però è bene non fare? L’importanza del supporto psicologico per superare quanto accaduto, ma non solo.

Buona visione!

About the author: Chiara Marabelli

Psicologa e psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico, da più di 10 anni aiuto adolescenti e adulti a cercare o ritrovare il proprio benessere. Faccio questo lavoro perché mi appassiona moltissimo: mi interessa, in modo sincero, capire cosa fa soffrire le persone che si rivolgono a me e cosa possiamo fare insieme per cercare di stare meglio.

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